Ucciso nel suo panificio a Sarno, la figlia in tv: “Papà mi disse di fuggire”
Tornano a parlare i figli di Gaetano Russo, il panettiere di Sarno ucciso un mese fa da Andrea Sirica, 34enne. L’evento si verificò nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, nel negozio di famiglia. Da allora, l’indagato è finito in carcere per omicidio volontario. Il movente è ancora sconosciuto. La testimonianza è stata registrata nello studio del programma “Verissimo”, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin, dove Cristina Russo, insieme ai fratelli Mariangela Russo e Raimondo Russo, ha ripercorso i momenti di quella notte. Pur con grande commozione, Cristina ha raccontato gli istanti successivi alla prima aggressione. “Alla prima coltellata lui si è soltanto accasciato”, ha spiegato. “Io mi sono subito avvicinata per vedere cosa stava succedendo”. Il panettiere, colpito con svariate coltellate, cadde addosso alla figlia nel tentativo di proteggerla. “Quando mi è caduto addosso mi ha detto: “Fuggi””, ha raccontato la ragazza. Eppure, quest’ultima non riuscì ad allontanarsi: “Sono rimasta lì perché volevo fermarlo, ma non ci sono riuscita. Avevo mio padre sopra di me e non riuscivo nemmeno ad arrivare all’aggressore. Cercavo di tenere la testa a mio padre”. Secondo il racconto della giovane, la situazione precipitò rapidamente. L’aggressore continuava a colpire e Cristina si rese conto di essere a sua volta in pericolo. “Poi sono scappata perché lui non si fermava e mi ha rincorso. Il suo obiettivo era quello di colpire anche me”. Il 34enne fu arrestato dalla polizia, dopo essersi barricato all’interno del negozio, non avendo trovato altre vie di fuga. Non ha fornito alcuna spiegazione su quel delitto, per il quale risponde ora di omicidio volontario.





